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lady in black

“Ero ad un Party che la Fox diede nell’hangar dell’aeroporto di Burbank, e c’erano degli indovini. Così mi sedetti, e e uno di loro mi disse: “Presto avrai una bambina”.

Gli risposi: “Io, no!”. Dopo un mese o poco più, cominciai a sentirmi nauseata.”. E felice. E molto, molto preoccupata.” Una gravidanza avrebbe voluto dire limitazioni nei suoi orari di lavoro e la perdita di episodi – nessuno avrebbe potuto predire quanti – nella seconda stagione.

“Sapevo che prima avrei dovuto prendere la mia decisione riguardo alla gravidanza, e solo dopo ne avrei parlato con i produttori. La Anderson dice “ Non avrei dovuto mostrare indecisione, avere questa bambina ha rappresentato la decisione giusta per me e mio marito. Ma pensavo ‘Oh mio Dio. Loro hanno fatto tanto per me e adesso guarda cosa gli sto facendo.'' Tante cose ti passano per la testa, e qui si, ero preoccupata.”

(TV Guide, ’95)

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“Quando realizzai di essere incinta la realtà mi colpì – stavo forse per rinunciare a quell’opportunità di lavoro con un personaggio così splendido e con il supporto di persone così grandiose? Avevo anche una forte convinzione di dover andare avanti con la gravidanza e che tutto sarebbe andato per il verso giusto, qualunque fosse stato il risultato.”

(Radio Times, ’96)

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“C’è stato un periodo di tempo, quando incontrai il mio ex marito, ovviamente prima che mia figlia nascesse, in cui facevo scarabocchi nel retro delle pagine degli script. Li ho conservati nella memoria perché rappresentano, in un modo profondamente subcosciente e psicologico, il periodo di tempo che stavo attraversando. Disegnavo queste immagini che sembravano feti mentre ero incinta, prima di saperlo.” Una volta saputo di essere incinta di Piper, Gillian era “confusa”, dice lei. “Non sono sicura di aver capito abbastanza bene quanto questo coinvolga la vita di tutti. Era, per quanto i produttori fossero preoccupati, un pessimo tempismo. In senso metafisico, era un tempismo perfetto, cosa che non compresi completamente a quel tempo. Avevo bisogno di essere smossa, avevo bisogno di lavorare sodo, avevo bisogno del fulcro per uscire fuori da me, avevo bisogno di capire il concetto di responsabilità su un piano completamente nuovo.

(Jane ’99)

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LS: Come sei riuscita a lavorare in un telefilm d’azione durante tutta la tua gravidanza?

GA: In termini di fatica, l’unica cosa difficile per me era il livello di stanchezza, specie verso la fine. I miei piedi erano infiammati e gonfi e, cosa peggiore, mi addormentavo e riposavo tra poche riprese. In realtà loro avevano un divano per me, per riposare tra le scene. In qualche modo sono riuscita ad apparire in tutti gli episodi fino al giorno in cui ho dato alla luce Piper. Sono stati tutti meravigliosi con me. Ricordo un episodio in cui ero stata rapita e messa nel bagagliaio di una macchina. Ero incinta da molto, intendo dire che era visibile, e così dovetti usare una scala per salire nel bagagliaio e abbassarmi molto delicatamente dentro. Coprirono la mia pancia con un cappotto così poterono filmare alcune scene di me dentro il bagagliaio.

LS: Hai fatto da sola le tue azioni pericolose o qualcuno le faceva per te?

GA: C’è stato un tempo, prima di sapere che ero incinta, in cui facevo da sola le scene pericolose e solo dopo questo fatto realizzai quanto era pericoloso. Ci fu una scena in cui mi sparavano e dovevo simulare di essere colpita dal proiettile buttandomi all’indietro sul pavimento. Penso di aver fatto questa scena almeno dieci volte prima che fossero soddisfatti. Non fu la cosa migliore da fare per una donna incinta.

LS: Ci fu qualcos’altro che ti ostacolò?

GA: Oh sì, l’intera cosa era strana. Penso sia qualcosa che succede alle donne quando sono incinta. Sembrano diventare qualcun altro, qualcuno che tu non riconosci. Ed è bizzarra, questa sensazione di essere qualcun altro – perché, dopo tutto, ero assegnata a questo ruolo come “me” e, improvvisamente, non ero più “me”. Semplicemente non mi sentivo sotto controllo. Fu una grande sfida riuscire a focalizzare e a sentirmi confortevolmente dentro il personaggio mentre non mi sentivo completamente come me stessa. Ero molto più vulnerabile e non in forma. Ci sono alcuni episodi che feci quando ero incinta a cui non sono molto affezionata e sono la maggior parte di essi.

(Lifestyles, ’96)

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“Ho pensato che tutto quello fosse troppo. Ma avere Piper ha salvato la mia vita. Mi è servito a focalizzare al di fuori di me stessa e a concentrarmi in qualcosa di molto più importante.”

(Sci-Fi Buzz, ’95)

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“Impari davvero un sacco di cose sulla tua stessa immaturità quando hai un bambino.”

(ABC’s The View, ’99)

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“Prima di diventare madre avevo la tendenza ad essere molto oscura, a vedere le cose in modo negativo. Ero un po’ troppo sostenuta. Dopo aver avuto Piper sono diventata più positiva, aperta e premurosa come individuo. Sono diventata una persona più buona.”

(Lifestyles, ’96)

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“Piper mi ha fatto apprezzare la vita, il mondo e la mia situazione. Ho realizzato che le altre cose non sono così importanti e serie. La vita è così. Sono felice adesso.”

(Radio Times, ’96)

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“La tua vita approda ad un piano di serietà e le cose diventano più impegnative.”

(USA Weekend, ’98)

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“Improvvisamente c’era una ragione molto palpabile e importante per me per diventare migliore e crescere. Avere Piper nella mia vita ha improvvisamente cambiato il mio modo di focalizzare le cose. Non mi preoccupavo più di pensare le cose egoisticamente come facevo una volta, e il risultato era l’essere più calma e meno angosciata di prima. Penso che ogni madre dovrebbe imparare a preoccuparsi più per il proprio figlio che per se stesa. Non mi preoccupo più di chi sono o di quello che voglio nella vita.”

(Express On Sunday, ’98)

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“Grazie a mia figlia Piper per avermi svegliato.”

(Discorso di accettazione ai SAG Awards, ’96)

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GA: Ho la fortuna di poterla portare sul set con me ogni giorno a lei ama bighellonare, e stare con la troupe e ha una grande famiglia laggiù, e tutti giocano con lei, e lei fa ridere tutti ed è così divertente…

CBC: Lei è la figlia di X-files!

GA: Si, lo è.

(CBC Radio, ’95)

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“Lei ama la troupe. È come se avesse una dozzina di mamme e papà.”

(People, ’95)

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US: Tua figlia è una presenza fissa sul set di XF. Sapere che i mostri sono creati attraverso il makeup incoraggia o inibisce la sua mente creativa?

GA: Piper è curiosa riguardo alla vita in generale. Penso che ciò sia dovuto in parte al fatto che partecipi a questo ambiente così creativo. Ci sono persone con protesi finte e alieni che camminano lì intorno per tutto il tempo. Lei vuole toccarli, vuole che loro la tengano. Se c’è qualcuno che ha un bulbo oculare che sporge dalla faccia lei gli va vicino e chiede “posso toccarlo?” e loro dicono (simpateticamente), “ohhh, mi dispiace.”. Penso che sia salutare per lei. Lei ama la troupe e loro amano la sua energia.

(US, ’97)

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“Lei può guardare a qualcuno con sfida fisica e nella sua curiosità si può percepire amore per gli altri esseri umani. Penso che sia una buona cosa che mia figlia riesca a guardare un uomo il cui bulbo oculare sanguina e che provi compassione e non terrore.”

(Movieline, ’97)

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RO: Gli X-files la spaventano o lei accetta la situazione?

GA: No, non la spaventano, in realtà lei mi dice di continuo che non ha paura dell’oscurità e dei mostri.

RO: Davvero?

GA: Sai, non penso che ci sia niente nello show… Sai, quando è sul set con me non c’è nulla che la spaventi davvero. Perché ha una mente molto aperta.

RO: Penso che in qualche modo se esponi i bambini a queste cose quando sono piccoli, forse loro non ne hanno paura.

GA: Sì e lei vede anche i procedimenti… in realtà ci fu un ragazzo una volta… ci fu un episodio che parlava di un mostro-albero. Questo ragazzo era un albero.

RO: Sì e viveva sottoterra…

GA: E viveva sottoterra… E così l’attore andava in giro con tutto questo trucco fatto di protesi con i rami attaccati al corpo e tutto il resto e quando se ne andò le mancò, lei continuava a parlare a proposito del suo amico uomo-albero e voleva che tornasse indietro e non si rendeva conto che, lo sai, che ci sarebbero volute almeno sette ore di trucco e protesi per riavere indietro il suo amico. (Il pubblico ride).

(Rosie O’Donnell, ’99)

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“Si comporta bene per quanto riguarda questo, in generale, sta buona anche con le cose grottesche e spaventose. Lei può camminare sul set e qualcuno alto sei piedi potrebbe camminare con lei con trucco, protesi e sangue colante dal cervello e con un bulbo oculare staccato, e lei lo guarderebbe, con cautela, e poi gli direbbe “Owee”. Una dichiarazione un po’ rozza ma sai, lei è sulla buona strada. (RO ride). Sai, in realtà volevo portarti una mano decomposta con cui lei va in giro, tiene un capo di essa, la parte attaccata al braccio, e si diverte a stringere la mano della gente.”

(Rosie O’Donnell, ’96)

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“Lei là fa divertire tutti! È la ragazzina più sorprendente a lei è davvero – Mi manca tantissimo adesso – è davvero forte e ama stare sul set. Lei adora tutti. La cosa divertente è che, di venerdì sera, quando devo lavorare davvero fino a tardi e lei è a casa con la tata e viene trasmesso lo show, lei va verso la TV, mi indica e comincia a piangere. Lei ha cambiato la mia vita, intendo dire – onestamente non so come facciano le donne – intendo dire che io sono tornata a lavorare dieci giorni dopo aver partorito, mentre la maggior parte delle donne deve tornare per legge entro il compimento dei tre mesi del proprio bambino. Non capisco come qualcuno possa accettarlo e non stare vicino al proprio bambino per 8-10 ore al giorno in quel periodo dello sviluppo del bimbo. Mi dispiace molto per coloro che lo hanno sempre dovuto fare e vorrei che non fosse così.”.

(Convention della Fox, ’96)

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E: Come riesci in questo momento a conciliare il fatto di essere una neo-mamma e un’attrice a tempo pieno?

GA: Non lo so, non penso di doverlo fare. Semplicemente penso che mi venga naturale. Non lo so. Lo faccio e spero solo di non fare fiasco.

(Extra, ’94)

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“C’è stato un periodo in cui provavo un terribile senso di colpa. Cercavo di capire cosa potesse essere meglio per lei. Era incredibilmente doloroso e difficile e stressante. Adesso cerco di portarla con me sul set ogni volta che posso. Cerco di accompagnarla a scuola. Chiedo alla produzione “Se potete, iniziate questa scena un pochino più tardi in modo che io possa accompagnare Piper.”.

Ma, qualunque cosa debba affrontare o qualsiasi pessimo umore mi attraversi, cerco di lasciarlo perdere finché lei non si è addormentata o di occuparmene quando lei è con suo padre. Non funziona sempre. Certi giorni arrivo e sono come “Sai cosa, tesoro, non ho voglia di mettermi a giocare, sono stanca.”

(Redbook, ’99)

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“Fondamentalmente non è la quantità ma la qualità che conta; e a volte, quando le nostre vite sono piene fino all’orlo, anche il tempo libero sembra frenetico e delirante e i nostri bambini se ne accorgono.”

(GAWS, 2002)

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“C’è una forte tendenza a sentirsi colpevoli per le cose giornaliere ma -- cosa che riguarda Piper e l’opportunità che ha di poter viaggiare così tanto e di essere coinvolta con così tante persone – lei è incredibilmente elastica e molto molto forte ed è in grado di tornare sui suoi passi e capire… Capisce che io torno sempre a casa, perché quando era piccola e io la lasciavo per un tempo che a lei sembrava infinito – per andare a girare qualche scena – lei sapeva sempre che sarei tornata. Così adesso, quando vado fuori città per il weekend o quando devo fare un servizio fotografico durante il giorno, lei sa che torno e io glielo dico, sai… Ci sediamo e io le dico, “Guarda tesoro, preferirei stare con te. Voglio che tu sappia che ti voglio molto bene ma che ho bisogno di fare questa cosa e che tornerò tardi stasera e che avremo tanto tempo per stare insieme”. Così, tenere con lei un dialogo aperto e metterla al corrente di tutto quello che mi succede, penso sia un modo per farla sentire amata e al sicuro e per farle sapere che passeremo del tempo insieme.”.

(New York Expo, ’98)

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“Una grande fortuna è che ho una tata incredibile. E’ stato difficile ma se non sei ambiziosa nella tua carriera, non puoi farcela.

(Femme Fatales, ’98)

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“Non penso che potrei essere una madre a tempo pieno se non nutrissi la parte creativa della mia vita. So di essere incredibilmente fortunata ad essere coinvolta in questa serie.”.

(TV Week, ’95)

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Piper, dice lei, è cresciuta molto bene. “E’ una bambina sana, adorabile, stabile, inquadrata.”

Un membro della troupe. “Crescere con una madre che lavora fino a pochi giorni prima che tu nasca aiuta a trasformarti in un membro della troupe.”

(Sunday Times, ’98)

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“Per me è la persona più importante del mondo e faccio ogni cosa perché lei sia al centro della mia vita. Mi ritirerei dallo show domani se questa cosa la rendesse infelice o se ci dividesse.

(Now, ’97)

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“Sono in un punto davvero fortunato della mia vita. Sto avendo la chance di essere una buona attrice ed ho un po’ più di tempo per essere una buona madre.

(US Weekly, ‘2001)

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“Sto passando più tempo con mia figlia e non riesco a dirvi quanto questo abbia trasformato il nostro rapporto e quanto ci vogliamo bene. Vorrei consigliarlo a tutti coloro che pensano che dovrebbero passare più tempo con i propri figli ma che sembrano non riuscire a farlo.”

(GAWS, 2002)

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XF: Cosa pensa tua figlia della possibilità di averti a casa più spesso?

GA: Beh, non mi sta necessariamente per riavere a casa. Lei sta per fare un sacco di viaggi, è quello che dovrebbe fare. Abbiamo avuto un paio di discussioni a questo riguardo e lei è arrivata a quell’età in cui comincia a capire che cosa sua madre sta facendo per tutta la sua vita. E penso che, per la prima volta, cominci ad avere una visione romantica di questa cosa e, proprio per questo, sto cercando di fermare questa cosa il prima possibile!”.

(XF Official Magazine 2002)

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T: Che tipo di madre sei?

GA: Sono paziente e do molto amore e attenzione a Piper, mi diverto a giocare con lei come se anche io fossi una bambina.

(Telepoche, ’98)

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GA: Lei ama giocare, fa questo presunto gioco in cui inventa una storia in un luogo. Dice ‘ Ok, (parla come fa una bambina) quindi tu sei la sorella, io sono la ragazzina e io sono in una cava davvero oscura, e tu sei il mostro e io non so che tu stai arrivando ma tu mi raggiungi e mi spaventi e poi mi porti via e poi mi salvi e poi facciamo colazione con le uova.’ (Risate e applausi). Sai, lei fa cose del genere. Ha questa grande immaginazione, basta che la faccia viaggiare e poi facciamo queste recite e alla fine mangiamo le uova.

MJ: Mamma deve recitare in un sacco di ruoli, eh?

GA: Sì, lo so.

MJ: E’ più difficile del tuo vero lavoro.

GA: (Ride) Beh, lei è la regista, dirige tutto quanto.

MJ: Beh, dato che fa così, probabilmente un giorno sarà la regista di un tuo film.

GA: Probabilmente lo sarà.

(Magic Hour, ’98)

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US: Recentemente Piper ha fatto qualcosa che non ti aspettavi?

GA: Deve aver visto “La Bella e la Bestia” a casa di sua cugina perché con me non lo ha fatto. Adesso, se giochi con lei e le chiedi “Come ti chiami?”, lei risponde sempre [fa una timida voce da bimba], “Io sono la Bella”. Intendo dire che lei non sa chi è.

Mi sorprende sempre quanto lei sia femminile. Io ero un maschiaccio. E anche lei lo è. Voglio dire, penso che lei sarebbe più adatta a interpretare la parte della Bestia, ma lei si diverte a fare la bella. Penso che questa sia una mia personale proiezione. Perchè io avrei voluto sicuramente interpretare la Bestia. E’ il personaggio forte, no?

US: Ci sono altre cose in cui ti ricorda te stessa?

GA: Beh, Piper è molto estroversa. Quando avevo 6 o 7 anni, qualcosa mi cambiò e io mi chiusi un po’ in me stessa. Ma ho un ricordo molto vivo di me alla sua età ed ero vivace e felice e socievole. E lei è così. E le piace fuggire dalle cose. C’è questo suo comportamento che la identifica completamente con me quando ero piccolo.

(US, ’97)

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E: Tua figlia ha 4 anni. Sono sicuro che adesso cominci a vedere le cose che la rendono speciale.

GA: Sì, assolutamente. Ma l’ho conosciuta dal settimo mese della mia gravidanza, ci credi? Da quel momento sono legata a Piper. Lei è la persona che sentivo nella mia pancia. Sentivo la sua personalità e lei è tutto quello che mi aspettavo – vivace e unica e forte e indipendente e gentile e compassionevole. Ha talmente tanta energia e vitalità, e non ha paura di niente. è davvero schietta.

(Express, ’99)

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“ Lei è estroversa e chiassosa come solo un bambino può essere. È davvero intelligente, sveglia, e vede e sente tutto.”.

(L.A. Magazine, 2000)

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GA: Piper è in quell’età in cui fa un sacco di domande. Non a proposito della vita ma, a volte, alle tre del mattino, si alza e dice ‘Mamma, cosa c’è dentro agli alberi?’ o ‘Mamma, perché le onde non si fermano mai?’. L’altro giorno mi ha chiesto ‘Mamma, come fa l’acqua a fluttuare? E io le ho detto che non avevo prestato attenzione a scuola, ma lei ha anche detto, ‘Come facciamo a vedere? So che abbiamo gli occhi ma come vediamo?’.

JL: E tu le hai risposto?

(Gillian guarda verso il pubblico)

GA: Io mi chiedo quante persone potrebbero realmente rispondere a questa domanda. Intendo coni e bastoni. Voglio dire come fai a spiegare ad una bambina di quattro anni come facciamo a vedere?

(The Tonight Show with Jay Leno, ’98)

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“Vuole sapere tutto – perchè le onde non si fermano, cosa c’è dentro agli alberi, come facciamo a vedere. Vuole le risposte a queste domande. Io rispondo a quelle che posso e per le altre le dico: ‘Sai cosa, tesoro, io non lo so davvero ma magari possiamo scoprirlo insieme’”.

(Express, ’99)

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Piper è troppo piccola per capire quanto sia famosa sua madre e Gillian Anderson non ha intenzione di spiegarglielo per il momento. “Ho una cassetta di sicurezza dove raccolgo tutti gli articoli di giornale che parlano di me, “dice. “Quando Piper sarà abbastanza grande li guarderemo insieme e cercherò di spiegarle che ho condotto questa vita per darle delle buone prospettive.”.

(Calgary Sun, ’98)

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DW: Riesci a proteggere Piper dalla tua fama?

GA: Più cresce e più se ne rende conto. Il più delle volte quando sono in pubblico e la gente mi chiede l’autografo, se sono con lei di solito dico di no. Quando era più piccola non volevo che lei vedesse che la gente mi tratta in modo speciale ma le cose mi sono scappate di mano e così lei ha visto e capito e questa è una sfida incredibile. Sono molto fortunata e beata ad avere un lavoro costante che mi paga quello che mi paga per stare davanti ad una telecamera, è grandioso avere una sicurezza finanziaria. Ma la sfida è per lei, che non si aspetti tutto questo e che si esponga al modo di vivere del resto della gente. Abbiamo passato un po’ di tempo a Londra la scorsa estate e l’ho portata di proposito in metropolitana ogni giorno. È stato grandioso vederla seduta in mezzo ad ogni razza e cultura e lei era un po’ in soggezione perché vive in un mondo molto omogeneo.

(Dreamwatch, 2000)

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Quest’estate, terminata la produzione di “House of Mirth” a Glasgow,(Scozia), Gillian Anderson si è presa una pausa per trascorrere una lunga vacanza con Piper a Londra, dove hanno viaggiato sulla metropolitana e visitato musei senza essere riconosciute. “E’ stato bello vivere la città attraverso I suoi occhi,” dice Gillian. “Il grande assortimento di persone con diverse origini e reddito – lei è isolata a Los Angeles, dove è raro vedere persone bianche e nere di classe media che camminano insieme per strada.”

(US Weekly, 2001)

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Anderson crede di aver imparato come essere una madre dalla sua stessa infanzia. “Avevo la percezione di cosa stava mancando nel modo in cui sono stata allevata.” Dice alla fine. “Non ho niente contro i miei genitori perché hanno fatto del loro meglio. Ma ci sono certe cose in cui avrei desiderato più aiuto e comprensione, e queste sono le cose su cui mi concentro con Piper. Avrei potuto sentir dire di me molto di più di “sei Ok” solo per il modo in cui ero e lo ero abbastanza.” Aggiunge. “Io non lo so perché non l’ho mai sentito. Ma mia figlia sa che è ok solo per il suo modo di essere. Lascio che faccia degli sbagli. Impari moltissimo come madre.”

(Sinema, ’98)

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“Il mio desiderio per lei è che cresca sapendo quanto è amata e che ami se stessa tanto da non ferirsi.”

(L.A. Magazine, 2001)

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 NW: Che regole morali ti piacerebbe insegnare a tua figlia?

GA: Un’incondizionata accettazione di se stessa, il perdono verso gli altri e nessun pregiudizio. Ma prima di tutto l’amore e il rispetto per se stessa.

(New Weekly, ’96)

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S: Hai qualche grande aspettativa su cosa diventerà da grande?

GA: Aspettative? No, nessuna. Quando sarà tempo, starò con lei. Anche se volesse diventare una contabile, manager, giornalista, anche se volesse fare la spazzina. Ma dai, andiamo, ha solo 4 anni… (ride)

(Sinema, ’98)

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“Non so quante bugie ci saranno, ma spero che crescerà con un forte senso di se stessa e delle sue capacità. Vorrei vederla andare incontro alla sua vita e ai suoi sogni, libera dalle lacrime.”

(Lifestyles, ’96)

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“Devi solo prestare attenzione al vento e essere convinto che ogni cosa finirà bene. Devi andare avanti privo di paure.Non sto dicendo che deve essere perfetta, ma che è perfetta nel modo in cui è.”.

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“Con lui (Clyde), Piper arriva a sentirsi a terra, ha tutta la sua famiglia intorno. E con me riesce a vedere il mondo. La mia speranza per lei è che sopravviva. Che venga fuori da questa situazione più forte… Quello che deve superare è un lavoro difficile. E il mio desiderio per lei è che cresca sapendo quanto è amata e che ami se stessa abbastanza da non ferirsi.”.

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“ Lei è la mia priorità numero uno e può darsi che a volte il mio interesse nel tenere il suo mondo ad un livello più sano possibile possano trasformarsi in qualche modo in progetti futuri, o forse no. Potrei anche risolvere le cose ma è qualcosa che tutti i genitori devono affrontare. Penso che gli attori in generale, per la maggior parte, cerchino molto duramente di considerare i figli e di destreggiarsi nel modo più efficace possibile. È un po’ più complicato in questa situazione [essere una madre single] ma tutto è fattibile. E lei è molto elastica e ama viaggiare ed è davvero paziente. Io le voglio molto bene e sto cercando di renderle le cose il più facile possibile.”

- Lone Angel